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Info

Palazzo Mediceo 
Viale Leonetto Amadei
(già Via del Palazzo), 358 
55047 Seravezza (LU)
Biblioteca
Tel.0584-757771 
Fax.0584-756100

 

Antiquarium

Il 22 novembre 2002, durante lo scavo a mano atto a realizzare l'alloggiamento dell'ascensore nella torretta sud-est di Palazzo Mediceo, gli operai riscontrarono la presenza di ossa umane. Contattata la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, e sentito il parere della paleoantropologa Dott.ssa Barbara Lippi, la Direzione Lavori confermava la sospensione dell'escavazione e veniva ampliato lo scavo per rintracciare tutti i frammenti ossei. Il rinvenimento scheletrico è apparso subito di straordinario interesse: l'inumato è di sesso maschile, deceduto in età inferiore ai 40 anni, di umili origini e, secondo la radiodatazione al Carbonio 14, vissuto tra il 790 d.C. e il 1000 d.C.
La sepoltura, antecedente alla fondazione del palazzo (sec. XVI), con tutta probabilità non è stata riscontrata da coloro che si sono occupati della costruzione delle fondamenta, ciò si evince dalla postura “composta” dei resti (il cranio era appoggiato su una pietra).
Le ossa, in pessimo stato di conservazione, sono state rinvenute senza traccia di una cassa di legno e né di oggetti di corredo.
L'Ufficio Cultura del Comune di Seravezza nel 2009, ha contattato nuovamente l'Università di Pisa nella persona del Prof. Francesco Mallegni, docente di Paleoantropologia ed Antropologia, chiedendo di svolgere ulteriori esami, soprattutto quello del DNA, sul reperto trovato al fine di poterne ricostruire la provenienza e la causa della morte, molto strana infatti risulta essere la presenza di questo unico ritrovamento nelle fondamenta del palazzo.

Antiquarium

Il 14 novembre 2009 è stato inaugurato l'Antiquarium espositivo corredato dalla ricostruzione in 3D della calotta cranica, e i risultati delle analisi effettuate sono stati esposti durante il seminario “Non omnis moriar” dal Prof. Mallegni e dalla sua equipes.
La caratterizzazione genetica, attraverso l'esame del DNA di questo reperto, è stata effettuata dal dottor Alessandro Manfredini esperto di paleogenetica e responsabile degli studi condotti sui campioni biologici provenienti dal territorio lucchese, in collaborazione con l’Istituto per la Ricerca sulla Biodiversità e l’Etica delle Biotecnologie.
L’ individuo era di corporatura gracile con cranio allungato e relativamente largo. Si tratta di un tipo umano che si registra solitamente nelle popolazioni della Centro e del Sud Italia collegato alle alture. Dalle analisi degli arti inferiori emerge, tuttavia, un forte sviluppo della muscolatura legata alla deambulazione.
Per quanto concerne i risultati delle analisi paleonutrizionali, a cura del Prof. Fulvio Bartoli, si può avanzare l'ipotesi che consumava soprattutto vegetali e/o cereali, frumento, evidentemente sotto forma di pane, focacce e similari. Si tratta di un cibo alla base dell’alimentazione mediterranea e che di solito non mancava sulla mensa delle popolazioni antiche di questa parte del mondo; ci piace sottolineare che viene consumato da chi è in viaggio, data la facilità con cui si porta appresso rispetto ad altri alimenti, o da chi ne viene beneficiato alla bisogna, dato che un tozzo di pane di solito non viene negato a nessuno.
In definitiva l'alimentazione del soggetto propende più su un consumo di vegetali e loro derivati rispetto agli apporti carnei; si potrebbe allora pensare per questo soggetto, almeno per gli ultimi 4-5 anni della sua vita, fosse stato di modestissime possibilità economiche.

Ipotesi sul perché di questa sepoltura e chi vi è stato TUMULATO

a)è poco credibile l’ipotesi che si tratti di un abitante del luogo dato che egli avrebbe trovato, per la pietà parentale, sepoltura in una chiesa o in una cappella consacrata nei dintorni; del resto il luogo non è lontano dalla cittadina

b)avrebbe potuto al caso essere un pastore dedito alla transumanza e che quindi avrebbe camminato molto (dato che le sue ossa hanno tracce di notevole muscolatura) anche in zone scoscese, come sono quelle che partono dalla zona e arrivano in alto verso i passi (ad es. del Monte Forato) per scendere in Garfagnana in estate o andare sulla pianura costiera in inverno.

c)più probabile si trattasse di viandante, forse un pellegrino di passaggio sulla vicina via Francigena che, una volta deceduto, fu sepolto in questo luogo perché forestiero e quindi uno sconosciuto.